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Ed eccoci arrivati ad un altro San Valentino, esattamente uguale a quello di tanti altri anni. È inutile negare il fatto che vorrei passarlo con te, magari in un bar del centro storico o in un campo sperduto nel nulla. Eppure ogni anno che passa mi chiedo cosa serva festeggiare gli innamorati ogni 14 febbraio: l'amore non è forse eterno? Due persone non possono amarsi di più anche negli altri 364 giorni dell'anno? È davvero così essenziale far soffrire chi ancora non si è ricongiunto con la sua anima gemella ogni 14 febbraio? Ed io come un coglione sono ancora qua a respirare la stessa aria in un piccolo bar da solo o sperduto in un campo senza nessuno attorno. Non servono più le poesie e i sonetti dedicati a te, non mi procurano più la gioia iniziale e non so nemmeno se sono graditi a te. Non mi basta guardarti come faceva Dante con Beatrice, né festeggiare quando mi rivolgi la parola: io voglio viverti. Sono sicuro che se mi arrendessi (scelta che forse sarebbe la più saggia data la tua irraggiungibilità) non riuscirei più ad amare, ma soprattutto non riuscirei più a sognare, perché è inutile sognare qualcosa di diverso da te. Vorrei che tu leggessi questa lettera, vorrei che tu sapessi chi sono, ma sono così stupido da non riuscire nemmeno a rivolgerti la parola. Non posso fare altro che augurarti un buon San Valentino che tu come me passerai pensando alla persona che ami...
Il solito tuo piccolo ammiratore,
N. Junior